L’assistente AI di Facebook ora vi scrive per primo

Etichette "Facebook ti scrive per primo" su tappetino da taglio viola con campanello da reception, smartphone e post-it
L’assistente AI che Meta ha dato ai creator di Facebook a giugno aspettava le domande. Da questa settimana fa il contrario: guarda l’account, vi avvisa quando secondo lui c’è qualcosa da fare e vi prepara anche le risposte ai commenti. Sembra un dettaglio di prodotto. Secondo noi è un passo in più verso una piattaforma che, oltre a ospitare i contenuti, vi dice quali fare e quando.

Cosa è successo

Il 2 novembre Meta ha pubblicato sul blog per i creator l’aggiornamento del creator assistant, il chatbot lanciato il 4 giugno per i creator di Stati Uniti, Canada e India. Le novità sono tre.

La prima è che l’assistente diventa proattivo. Tiene d’occhio l’account e segnala quello che ritiene importante: un post che sta andando molto bene, un aumento di follower, un trend vicino ai temi di cui parlate. Queste notifiche sono attive di default e si possono spegnere.

La seconda riguarda la produzione. Gli date un’idea e vi restituisce storyboard e shot list, cioè la sequenza delle scene e l’elenco delle inquadrature. Oppure gli caricate una bozza e vi dice cosa funziona e cosa migliorare prima di pubblicarla.

La terza riguarda i commenti. L’assistente mette in evidenza le conversazioni che aspettano una risposta e propone bozze di replica “nel vostro tono”, che si possono rivedere prima di pubblicarle. Meta non spiega come ricostruisce quel tono.

L’assistente ora si usa anche da web, nella Creator Dashboard, oltre che nell’app Facebook Creator Studio. Meta dice che nei prossimi mesi arriverà in altri punti di Facebook. La notizia l’ha ripresa Social Media Today lo stesso giorno.

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Blocco per storyboard con riquadri vuoti, matita rossa e ciak su tappetino da taglio viola

E in Italia?

Per ora niente. Meta parla di Stati Uniti, Canada e India e di un’estensione graduale ad altri paesi nei prossimi mesi, senza date e senza un elenco. Non sappiamo nemmeno in quali lingue risponda l’assistente: né il post di novembre né gli articoli sul lancio di giugno lo dicono. Quando a giugno ne aveva scritto Punto Informatico, l’Italia non era tra i paesi. Il consiglio di Meta è controllare dalla homepage della Creator Dashboard se l’accesso c’è.

Quindi non è una cosa da attivare domani mattina. È una cosa su cui farsi un’idea adesso, perché quando arriva tende ad arrivare accesa.

Cosa ne pensiamo

Partiamo da quello che ci piace. Uno storyboard di partenza fa risparmiare tempo a chi lavora da solo, e un feedback sulla bozza prima di pubblicare è più utile di un report sui numeri a cose fatte. Per un piccolo museo o un festival con una persona sola sui social può essere un aiuto vero.

Poi ci sono tre cose che ci convincono meno.

La prima riguarda chi decide cosa conta. Le notifiche proattive le sceglie Meta, sulle metriche di Meta: post che esplodono, follower, trend. Un ente o un evento però di solito ha obiettivi diversi, come biglietti venduti, iscrizioni o presenze in un giorno preciso. Un post virale che non porta nessuno in sala resta un post virale. Se l’assistente vi spinge sempre verso quello che fa numeri sulla piattaforma, il rischio è lavorare per l’algoritmo invece che per il vostro obiettivo.

La seconda è l’effetto fotocopia. Se lo stesso strumento suggerisce gli stessi trend e le stesse strutture di video a migliaia di account dello stesso settore, i contenuti si assomigliano. E in un feed dove tutti seguono lo stesso storyboard, quello che si nota è chi non lo segue.

La terza è la più delicata, ed è nei commenti. Per un museo, un festival o un ente pubblico i commenti sono spesso domande pratiche: orari, prezzi, accessibilità, rimborsi. Una risposta sbagliata scritta “nel vostro tono” resta una risposta sbagliata, e in più sembra scritta da voi. Meta prevede la revisione prima della pubblicazione, ed è giusto così. Il problema è che una bozza già pronta abbassa l’attenzione di chi la deve controllare, soprattutto il venerdì sera prima di un evento.

C’è anche un tema di fiducia. La community si costruisce soprattutto nelle risposte. Nel lavoro per SUPERAURORA Festival l’obiettivo era una presenza social che generasse hype ma rimanesse autentica, con il pubblico coinvolto nella costruzione del concept fino a diventarne co-creatore. Quel tipo di rapporto difficilmente lo regge una risposta precompilata, per quanto ben scritta.

Megafono giocattolo, fumetti di carta vuoti e timbro di legno su tappetino da taglio viola

Se volete capire come usare questi strumenti senza perdere la vostra voce, o vi serve qualcuno che costruisca con voi piano editoriale, tono e gestione della community, è il lavoro che facciamo nell’area Creative Content.

Parliamone: scrivici a hello@enzima.io.

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