Campagne in chat, ma chi preme invio? Il recap della settimana

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Questa settimana tre aziende diverse hanno detto più o meno la stessa cosa: le campagne, i dati dei clienti e perfino le visite al sito si gestiscono ormai da una chat, con un agente AI che fa il lavoro. Supermetrics fa creare a Claude campagne su sei piattaforme pubblicitarie, Adobe porta il suo agente per il marketing dentro ChatGPT, Claude e Gemini, Microsoft vi fa vedere cosa combinano gli agenti che entrano nel vostro sito. La domanda che lega le tre notizie è sempre quella: chi approva?

Cosa è successo questa settimana

Il 3 novembre Supermetrics ha annunciato che la sua integrazione con Claude, finora usata soprattutto per leggere i risultati, adesso può anche creare e modificare campagne su Google Ads, Meta, Microsoft Advertising, TikTok, LinkedIn e Snapchat. Le campagne nuove nascono in pausa e partono solo dopo l’approvazione di una persona, come riporta anche PPC Land. Il comunicato non dice nulla su prezzi, paesi o lingue.

Il 4 novembre Adobe ha portato CX Enterprise Coworker, il suo agente per il marketing delle grandi aziende, dentro ChatGPT (come plugin), Claude, Gemini for business, Microsoft Copilot e Databricks Genie, con connettori MCP verso Amazon Ads e verso le campagne Meta. Sul controllo umano il comunicato si ferma a una formula, i flussi autonomi avvengono «with human oversight», senza spiegare come.

Lo stesso giorno Microsoft Clarity, lo strumento gratuito di analisi dei siti, ha reso disponibile a tutti gli utenti una dashboard che mostra quali agenti AI visitano il sito e cosa fanno una volta dentro: ricerche, form inviati, prenotazioni, checkout. Gli agenti riconosciuti per ora sono quelli di Google, OpenAI e Anthropic. Nello stesso annuncio rilancia i Brand Agents, assistenti di vendita costruiti su catalogo, policy di reso e tono di voce del negozio, che Microsoft aveva già presentato a gennaio per i negozi Shopify e WooCommerce idonei.

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Due walkie-talkie, un cavo rosso e una chiave su tappetino da taglio viola

Cosa vale per l’Italia

Qui le risposte sono poche. Nessuno dei tre annunci cita l’Italia, né i paesi o le lingue in cui le funzioni sono attive. Adobe ha pubblicato una versione italiana del suo blog sull’integrazione con ChatGPT, ma resta un prodotto pensato per aziende con Adobe già in casa. Clarity parla di disponibilità globale per la dashboard sugli agenti, mentre per i Brand Agents i criteri di idoneità non sono spiegati. Supermetrics è una società di Helsinki e la sua integrazione si usa anche da qui, ma non sappiamo se la creazione di campagne valga per tutti gli account. Nella stampa italiana, al momento in cui scriviamo, non abbiamo trovato articoli su queste tre notizie: per ora se ne parla quasi solo in inglese.

Cosa ne pensiamo

Che un agente sappia montare una campagna lo sappiamo da mesi, e lo fa più o meno bene. Secondo noi la novità della settimana è un’altra: i vendor hanno cominciato a vendere il freno insieme all’acceleratore. Supermetrics mette l’approvazione umana nel titolo del comunicato, e campagne in pausa di default vogliono dire una cosa precisa: qualcuno deve rileggere prima che parta un euro. Adobe invece scrive «human oversight» e si ferma lì. La differenza tra le due formule è esattamente quella che dovreste chiedere a chiunque vi proponga un agente sugli account pubblicitari.

La settimana scorsa, nel recap su annunci decisi dall’AI e fiducia, ci chiedevamo quanto spazio lasciare agli algoritmi delle piattaforme. Adesso il tema sale di un gradino. Oltre agli algoritmi di Meta e Google, dentro la campagna entra un agente esterno che può crearla, modificarla e collegarla ai vostri dati. Il punto debole sta prima del clic. Un agente lavora bene se conosce le regole di casa: naming, budget massimi, cosa non si dice mai in un annuncio, quali account appartengono a quale cliente. Supermetrics lo ammette quando parla di un «Context Layer» dove mettere proprio queste regole. Chi non le ha scritte da nessuna parte, e capita in tanti uffici marketing di enti e aziende, si ritrova un agente veloce che non sa cosa evitare.

Poi c’è un dettaglio che vale per tutti, anche per chi non userà mai un agente: Clarity vi dice che gli agenti stanno già visitando i siti, compilano form e arrivano al checkout. Per un museo che vende biglietti online o per un festival con le prenotazioni aperte, questo cambia il modo di leggere i dati. Una parte del traffico non è più fatta di persone, e i numeri delle campagne vanno letti sapendolo. Quanto sia grande questa parte, oggi, nessuno lo sa con certezza: Microsoft non pubblica numeri medi.

Un esempio dal nostro lavoro aiuta a capire dove finisce l’automazione. Per il Tour Mondiale dell’Amerigo Vespucci abbiamo gestito campagne su più continenti con un budget che cresceva quando la nave toccava mercati ad alto potenziale come Stati Uniti, Giappone e Australia. È una regola che nasce dal calendario della nave e dagli obiettivi del progetto. Un agente può applicarla benissimo, ma qualcuno deve averla decisa e scritta.

Grande pulsante rosso, timbro con tampone e matita rossa su tappetino da taglio viola

Se state pensando di portare agenti AI nella gestione delle campagne o volete capire quali processi automatizzare senza perdere il controllo, è esattamente il lavoro che facciamo nell’area AI & Automation.

Parliamone: scrivici a hello@enzima.io.

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